L’imposta di bollo è una tassa statale applicata sui principali strumenti di risparmio, inclusi i conti deposito. Si tratta di un prelievo dello 0,20% all'anno calcolato direttamente sulle somme depositate. Non va confusa con la tassazione sugli interessi, ma è un costo fondamentale da considerare per calcolare con precisione il tuo vero rendimento netto. Come si paga? Se il prodotto è gestito da una banca italiana, fa tutto lei e trattiene l'importo in automatico. Se invece scegli l'offerta di una banca partner estera, questa tassa prende il nome di IVAFE. Il costo è identico (lo 0,20%), ma con una differenza: la banca non scala l'importo in automatico, quindi sarai tu a doverlo inserire nella tua dichiarazione dei redditi.
L'imposta sul conto deposito è pari allo 0,20% annuo delle somme depositate.
La tassa si calcola sul saldo esatto presente sul conto al momento dell'emissione dell'estratto conto.
Questa spesa va sottratta agli interessi netti e incide direttamente sul rendimento reale del tuo conto.
Il meccanismo dell'imposta di bollo sul conto deposito è molto semplice. Il calcolo si ottiene moltiplicando le somme depositate sul conto per la percentuale dello 0,20%. Questo prelievo si applica a prescindere dal tasso di interesse offerto dalla banca, con un addebito minimo stabilito per legge pari a 1 € all'anno. Per le persone giuridiche (le aziende) esiste invece un tetto massimo fissato a 14.000 € annui.
Per gestire al meglio i tuoi risparmi, è utile capire in che momento la banca calcola l'imposta di bollo sul conto deposito. Il calcolo viene fatto "fotografando" le somme depositate nel giorno esatto in cui viene emesso l'estratto conto (la cosiddetta rendicontazione), che può avere una cadenza mensile, trimestrale, semestrale o annuale.
Facciamo un esempio: se il tuo conto prevede un estratto conto annuale al 31 dicembre, la banca calcolerà lo 0,20% esattamente sulle somme presenti in quella specifica data. Se in quel giorno il conto è a zero, pagherai solo l'imposta minima di 1 €, anche se durante il resto dell'anno avevi depositato cifre importanti.
Spesso si tende a confondere la tassazione sugli interessi (pari al 26%) con l'imposta di bollo. In realtà, per scoprire il tuo guadagno effettivo, devi sottrarre entrambe le voci.
Ecco un esempio pratico basato su una somma depositata di 10.000 € con un tasso di interesse lordo ipotetico del 4% per la durata di un anno:
Interessi lordi maturati: 400 €
Interessi netti (meno il 26% di tasse): 296 €
Imposta di bollo (meno lo 0,20% sul capitale): 20 €
Guadagno reale finale: 276 €
In questo scenario, il tuo rendimento reale netto scende dal 4% lordo al 2,76% effettivo.
Sui conti deposito l'imposta si paga dal primo euro: non esiste la soglia di esenzione dei 5.000 euro. Molti cercano infatti informazioni sull'imposta di bollo sul conto deposito sopra i 5.000 euro per timore di superare determinati limiti, ma è importante chiarire che questa soglia riguarda esclusivamente i conti correnti tradizionali.
Ecco le differenze sostanziali:
Conto deposito: paghi lo 0,20% annuo sulle somme depositate dal primo euro, senza alcuna soglia di esenzione.
Conto corrente: paghi una quota fissa di 34,20 € all'anno solo ed esclusivamente se la tua giacenza media supera i 5.000 €.
Ecco un chiaro esempio di calcolo dell'imposta di bollo sul conto deposito. Questa tabella mostra l'impatto reale della tassa e stima il tuo rendimento netto su un anno intero, ipotizzando un tasso lordo del 4%.
Nota: i valori in tabella rappresentano l'addebito su base annuale. Se il tuo conto prevede un estratto conto trimestrale, l'importo dell'imposta verrà diviso in quattro rate
Somma depositata | Imposta di bollo (0,20%) | Guadagno reale finale (es. tasso 4% lordo) |
5.000 € | 10 € | 138 € |
10.000 € | 20 € | 276 € |
20.000 € | 40 € | 552 € |
50.000 € | 100 € | 1.380 € |
Un conto deposito senza imposta di bollo è il risultato di una promozione commerciale in cui la banca decide di farsi carico di questo costo. La tassa statale è sempre dovuta all'Erario, ma in questi casi è l'istituto di credito a versarla al posto tuo.
A livello pratico, scegliere un prodotto dove la banca si fa carico del bollo equivale ad aumentare il tuo rendimento netto finale di un ulteriore 0,20%. Confronta le offerte di conto deposito e scopri se ci sono istituti che attualmente offrono questa copertura promozionale.
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Pensala come un piccolo contributo richiesto dallo Stato a chi possiede dei risparmi investiti. L'obiettivo è semplicemente quello di applicare una tassa proporzionale al capitale che hai accumulato e deciso di far fruttare tramite i prodotti finanziari.
L'imposta non modifica il tasso di interesse lordo offerto dalla banca, ma incide sul rendimento netto finale. Rappresenta infatti un costo fisso che devi sottrarre al tuo guadagno complessivo, insieme alla normale ritenuta fiscale del 26% sugli interessi generati.
La risposta breve è: dipende da dove si trova la banca. Se scegli una banca italiana, fa tutto lei: trattiene la tassa e la versa allo Stato al posto tuo, senza che tu debba preoccuparti di nulla nel 730. Se invece scegli un conto estero, sarai tu a dover inserire l'equivalente di questa tassa (chiamata IVAFE) nella dichiarazione dei redditi. Niente paura però: spesso le piattaforme ti forniscono un documento precompilato per facilitarti il compito.
Se scegli un prodotto di una banca partner italiana, la modalità di prelievo dipende dalle regole dello specifico istituto: l'imposta può essere addebitata periodicamente (ad esempio ogni trimestre) oppure in un'unica soluzione a fine periodo o alla scadenza del vincolo. La banca potrebbe detrarre l'importo dal saldo libero, dagli interessi maturati o richiederti di lasciare una piccola somma sul conto d'appoggio per coprire il costo. L'unica eccezione con una regola fissa riguarda i prodotti delle banche estere: in quel caso l'imposta prende il nome di IVAFE, non viene mai trattenuta in automatico e si paga sempre a fine anno tramite la dichiarazione dei redditi (regime dichiarativo).
L'imposta di bollo è proporzionale ai giorni di effettiva apertura del prodotto finanziario. Se chiudi il tuo conto deposito dopo sei mesi, pagherai lo 0,20% calcolato solo per il semestre in cui il conto è rimasto attivo, riproporzionando l'importo totale.
Non esiste una lista fissa di banche esenti, perché per legge sul conto deposito l'imposta di bollo andrebbe sempre pagata. Tuttavia, molte banche partner lanciano promozioni in cui decidono di farsi carico di questo costo per darti il benvenuto. In caso di dubbi su come viene gestita la tassazione sui vari prodotti, ti consigliamo di consultare la nostra guida su fisco e tasse.
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Tutti i tassi d’interesse indicati sono espressi in termini lordi, al netto delle imposte eventualmente applicabili in base alla normativa fiscale vigente.
Le informazioni riportate hanno finalità promozionale e non costituiscono un’offerta vincolante. Per conoscere in modo completo e dettagliato le condizioni economiche e contrattuali dei singoli prodotti, è necessario fare riferimento ai Fogli informativi e alla documentazione ufficiale messi a disposizione da ciascuna banca.