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Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2026

Capital gain: significato e strategie di protezione dei risparmi

Il capital gain (o plusvalenza) è il profitto che si ottiene quando si vende uno strumento finanziario a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto. È un concetto chiave per chiunque investa nei mercati e voglia far crescere i propri risparmi.

In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio il significato di capital gain e come puoi bilanciare il tuo portafoglio per proteggere i profitti ottenuti dalle oscillazioni del mercato azionario. Scopri come strumenti prevedibili e stabili, come il conto deposito, offrono una soluzione pratica per consolidare i tuoi guadagni nel tempo.

In breve

  • Il capital gain è il profitto generato dalla vendita di asset finanziari, soggetto in Italia a un'imposta del 26%, ridotta al 12,5% per i Titoli di Stato.

  • Le perdite (minusvalenze) vengono registrate nello zainetto fiscale e possono annullare le tasse sui futuri capital gain per 4 anni, ma non possono essere compensate con gli interessi dei conti deposito.

  • I conti deposito azzerano il rischio di subire minusvalenze offrendo rendimenti fissi, e proteggono il capitale fino a 100.000 euro grazie al FITD.

Come si calcola il capital gain e quali sono le aliquote fiscali

Il termine indica semplicemente il guadagno in conto capitale. Si verifica quando vendi uno strumento finanziario a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto. Se per esempio acquisti azioni per un valore di 5.000 € e le rivendi a 6.000 €, ottieni un capital gain di 1.000 €.

Al contrario, se vendi a un prezzo inferiore a quello di acquisto, generi una minusvalenza. Questo meccanismo di profitti e perdite richiede un'attenta gestione fiscale e una buona tolleranza alla volatilità del mercato. La maggior parte degli strumenti finanziari, come le azioni e le obbligazioni societarie, è soggetta a una tassazione del 26%, mentre i Titoli di Stato italiani ed equiparati beneficiano di un'aliquota agevolata al 12,5%.

Come funziona lo zainetto fiscale per compensare le minusvalenze?

 Immagina lo zainetto fiscale come un cassetto virtuale che la tua banca usa per conservare un credito d'imposta ogni volta che realizzi una perdita in borsa (minusvalenza). Questo credito è prezioso perché, se nei successivi 4 anni riuscirai a ottenere un nuovo guadagno (capital gain), non pagherai imposte su quel profitto fino a quando non avrai "pareggiato" le perdite precedenti.

Secondo quanto stabilito dall'Articolo 68 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), hai tempo 4 anni per recuperare questo credito d’imposta. 

  • Registrazione automatica: se operi in regime amministrato, la tua banca o il tuo broker annota automaticamente le perdite nel tuo zainetto fiscale.

  • Compensazione dei profitti: i guadagni successivi non vengono tassati fino a quando non hai recuperato l'intero importo della minusvalenza accumulata.

  • Scadenza temporale: se non riesci a generare un nuovo guadagno compensabile entro il 31 dicembre del quarto anno successivo alla perdita, il credito d'imposta va perso.

Attenzione all'anomalia fiscale degli ETF

Molti investitori scoprono con sorpresa che, secondo la normativa italiana, non è possibile compensare le minusvalenze di un ETF con le plusvalenze generate da un altro ETF. Questa incompatibilità nasce dalla classificazione fiscale degli strumenti, che divide rigidamente i proventi. Questo rende il recupero delle perdite complesso e rappresenta un motivo in più per bilanciare il portafoglio affiancando agli investimenti volatili la certezza di un conto deposito.

Capital gain: quando viene addebitato e come si paga?

Molti investitori si chiedono quando viene addebitato il capital gain e in che modo avvenga il prelievo fiscale. Il momento esatto dipende esclusivamente dal regime che hai scelto per la gestione dei tuoi investimenti.

Nel regime amministrato la tua banca agisce come sostituto d'imposta, calcolando e trattenendo automaticamente la ritenuta fiscale nel momento esatto in cui chiudi la posizione in profitto. Nel regime dichiarativo, invece, ricevi l'intero importo lordo e devi calcolare e versare le imposte in autonomia l'anno successivo tramite la dichiarazione dei redditi.

Ecco una tabella per capire meglio le principali differenze tra i due approcci:

Caratteristica

Regime Amministrato

Regime Dichiarativo

Addebito imposte

Immediato (alla vendita in profitto)

L’anno successivo

Calcolo e versamento

Automatico (a cura della banca)

Autonomo (a cura dell’investitore)

Sostituto d’imposta

No

Gestione burocratica

Assente

Richiede compilazione Modello Redditi

Posso usare il capital gain delle azioni per pagare meno tasse sul conto deposito?

No, non puoi compensare le perdite azionarie o degli ETF con gli interessi di un conto deposito. Questo avviene perché la legge italiana divide questi strumenti in due categorie fiscali completamente diverse:

  • Redditi diversi: le azioni e le perdite degli ETF generano "redditi diversi". Queste minusvalenze possono essere compensate esclusivamente all'interno dello zainetto fiscale con altre plusvalenze della stessa categoria (come la vendita di azioni singole).

  • Redditi di capitale: i conti deposito generano "redditi di capitale". Questi interessi sono sempre tassati alla fonte con una ritenuta fiscale del 26%, indipendentemente dalle perdite accumulate nel tuo portafoglio azionario.

  • Nessuna intersezione: il fisco non permette in alcun caso di usare il credito derivante dalle perdite di borsa per abbattere le tasse sugli interessi dei depositi bancari.

Posso compensare le minusvalenze con i dividendi azionari?

Un errore comune è pensare di poter usare i dividendi staccati dalle azioni per recuperare le minusvalenze passate. Purtroppo non è possibile. Anche se i dividendi provengono dal mercato azionario, il Fisco italiano li classifica come "redditi di capitale", esattamente come gli interessi del conto deposito. Subiscono quindi una ritenuta alla fonte immediata del 26% e non possono mai interagire con il tuo zainetto fiscale.

La tranquillità del conto deposito: come consolidare i guadagni con Raisin

Gestire un portafoglio interamente esposto ai mercati richiede tempo e comporta lo stress di dover recuperare le perdite entro la scadenza dei quattro anni. Per questo motivo, gli investitori più attenti scelgono di "cristallizzare" una parte dei profitti azionari trasferendoli in soluzioni più stabili.

Attraverso una piattaforma come Raisin, puoi confrontare e sottoscrivere i migliori conti deposito europei direttamente online, usufruendo di tassi competitivi e di una visibilità finanziaria totale.

Abbiamo preparato questa tabella per mostrarti come un conto deposito vincolato riduca l'esposizione alla volatilità:

Caratteristica 

Azioni e Obbligazioni Societarie 

Conto Deposito Vincolato con Raisin

Volatilità

Alta (soggetta al mercato)

Assente (tasso fisso predeterminato)

Tassazione 

26% (12,5% per Titoli di Stato)

26% (Ritenuta alla fonte automatica)

Rischio Minusvalenze

Presente

Assente

Gestione Fiscale 

Zainetto fiscale (scadenza 4 anni)

Automatica e definitiva

Protezione Capitale 

Nessuna garanzia

Fino a 100.000 € per depositante e banca

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Imposta di bollo: cosa cambia tra conto titoli e conto deposito?

Spostare i tuoi profitti azionari su un conto deposito non comporta nuove tasse patrimoniali. L'imposta di bollo dello 0,20% si applica in modo identico sia al tuo conto titoli (dove tieni azioni ed ETF) sia al conto deposito. La differenza risiede nel fatto che sul conto deposito il tuo capitale non subisce oscillazioni di mercato.

Strategia pratica: metti al sicuro i tuoi profitti

 Immagina di aver ottenuto un buon capital gain dopo un anno positivo in borsa. Invece di reinvestire tutto esponendoti a nuovi rischi di mercato, puoi trasferire una parte dei guadagni su un conto deposito a 12 o 24 mesi tramite Raisin. In questo modo proteggi il capitale accumulato, garantendoti un rendimento extra prevedibile mentre decidi con calma le tue prossime mosse finanziarie. I risparmi sono protetti fino a 100.000 € per depositante e per banca grazie al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) o ai sistemi di garanzia europei equivalenti.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo esclusivamente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento. Le normative fiscali possono subire variazioni nel tempo.

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Risposte ai dubbi più comuni

In Italia, l'imposta sulle plusvalenze (capital gain) è fissata al 26% per la maggior parte degli strumenti, come azioni, ETF e obbligazioni societarie. Fa eccezione il rendimento dei Titoli di Stato italiani e dei Paesi in White List, che beneficia di una tassazione agevolata al 12,5%. 

Se ottieni una plusvalenza di 1.000 € dalla vendita di azioni, l'imposta del 26% viene calcolata esclusivamente sul profitto, non sull'intero capitale investito. Pertanto, pagherai 260 € di tasse, ottenendo un guadagno netto di 740 €.

Il capital gain viene addebitato immediatamente alla chiusura della posizione in profitto (nel regime amministrato) oppure l'anno successivo tramite dichiarazione dei redditi (nel regime dichiarativo). Nel regime amministrato, infatti, la banca funge da sostituto d'imposta e trattiene il 26% in automatico.

No. Le perdite azionarie (redditi diversi) non possono essere compensate con gli interessi del conto deposito (redditi di capitale). Gli interessi bancari sono sempre soggetti alla ritenuta fiscale alla fonte.

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Tutti i tassi d’interesse indicati sono espressi in termini lordi, al netto delle imposte eventualmente applicabili in base alla normativa fiscale vigente.

Le informazioni riportate hanno finalità promozionale e non costituiscono un’offerta vincolante. Per conoscere in modo completo e dettagliato le condizioni economiche e contrattuali dei singoli prodotti, è necessario fare riferimento ai Fogli informativi e alla documentazione ufficiale messi a disposizione da ciascuna banca.