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Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2026

Investimenti sostenibili: guida e gestione dei rischi

Gli investimenti sostenibili ti consentono di far crescere i tuoi risparmi supportando progetti ad alto impatto ambientale e sociale. Tuttavia, muoversi tra fondi verdi e volatilità di mercato richiede una strategia equilibrata. In questa guida analizzeremo l'evoluzione della finanza etica e vedremo come proteggere il tuo capitale complessivo integrando soluzioni di risparmio protette.

In breve

  • Gli investimenti sostenibili ti offrono l'opportunità di allineare i tuoi risparmi con i tuoi valori etici e ambientali, ma richiedono la consapevolezza che i mercati comportano sempre un rischio di fluttuazione.

  • Per orientarti in modo sicuro ed evitare il greenwashing, la classificazione europea SFDR (in particolare i fondi di cui agli articoli 8 e 9) è il tuo strumento di verifica principale.

  • Affiancare agli investimenti una solida base di liquidità a basso rischio, come un conto deposito, ti fornisce i rendimenti stabili e la tutela necessari per sostenere con serenità la volatilità a lungo termine.

Glossario essenziale: i termini da conoscere

Il mondo della finanza etica utilizza spesso termini molto tecnici. Prima di esplorare le strategie di investimento, ti spieghiamo brevemente i concetti più comuni che incontrerai in questa guida:

  • ESG (Environmental, Social, Governance): i tre fattori centrali utilizzati per misurare la sostenibilità e l'impatto etico di un investimento.

  • Fondo d'investimento: un “paniere” gestito da professionisti che raccoglie il denaro di molti risparmiatori per investirlo in azioni o obbligazioni (nel nostro caso, di aziende attente all'ambiente).

  • Greenwashing: una strategia di comunicazione ingannevole usata da alcune aziende per presentarsi come ecologiche senza che vi sia un reale e concreto impegno a tutela dell'ambiente.

  • SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation): regolamento europeo che impone agli operatori finanziari obblighi di trasparenza su come integrano i rischi di sostenibilità nelle loro decisioni di investimento.

Ora che abbiamo un'idea più chiara dei termini più comuni, possiamo iniziare il nostro viaggio alla scoperta di queste soluzioni e capire come puoi integrarle al meglio nella tua pianificazione quotidiana.

Cosa sono gli investimenti sostenibili? L'essenza dell'allocazione ESG

Gli investimenti sostenibili sono strumenti finanziari che valutano le aziende non solo per il profitto economico, ma anche per il loro impatto ambientale, sociale e di governance (criteri ESG). Questo approccio ti consente di impiegare il tuo capitale per promuovere un'economia più equa e rispettosa dell'ambiente. Quando decidi di esplorare gli investimenti sostenibili e responsabili, il tuo denaro finanzia aziende o stati che rispettano parametri rigorosi.

Per comprendere nel dettaglio come si traduce questa filosofia nella pratica, questi parametri fanno riferimento a tre pilastri fondamentali:

  • Environmental (E - Ambientale): criteri che includono la tutela del clima, la riduzione delle emissioni di carbonio, la gestione delle risorse idriche e la decarbonizzazione.

  • Social (S - Sociale): indicatori legati al rispetto dei diritti dei lavoratori, alla sicurezza sul lavoro, all'uguaglianza di genere e all'impatto positivo sulle comunità locali.

  • Governance (G - Aziendale): standard che misurano la trasparenza societaria, l'adozione di politiche anticorruzione e l'integrità dei consigli di amministrazione.

Oltre l’acronimo: le differenze tra ESG, SRI e PAC

Gli utenti più informati sanno bene che l'etichetta ESG, da sola, è molto ampia. Se cerchi un livello di rigore ancora maggiore, il mercato offre approcci più stringenti:

  • SRI (Socially Responsible Investing): un approccio più selettivo rispetto all'ESG, basato su forti esclusioni etiche (ad esempio, l'esclusione categorica di aziende legate al tabacco, agli armamenti o al gioco d'azzardo).

  • PAC (Paris aligned): si tratta di fondi allineati in modo rigoroso all'Accordo di Parigi. Sono concentrati quasi esclusivamente sulla mitigazione dei cambiamenti climatici, mettendo in secondo piano le variabili sociali per massimizzare l'impatto ecologico.

ll rischio di sostenibilità: fisico e di transizione

È fondamentale chiarire un punto: tenere in considerazione la sostenibilità non è solo una scelta etica, ma un importante fattore strategico per la gestione del rischio. Valutare le aziende tramite i criteri ESG serve a proteggere il tuo portafoglio dal rischio di sostenibilità, che si divide in due grandi categorie:

  • Rischio fisico: i danni economici diretti subiti dalle aziende a causa di eventi climatici estremi (es. infrastrutture danneggiate da alluvioni o siccità).

  • Rischio di transizione: i costi aziendali derivanti dal passaggio obbligato a tecnologie più pulite o dall'adeguamento a nuove normative ambientali (es. carbon tax).

In una prospettiva globale, questi sforzi di mitigazione del rischio si allineano perfettamente con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, che mirano a garantire prosperità e salute a livello mondiale entro il 2030.

Le 3 strategie pratiche di investimento

Ma come si applicano questi grandi obiettivi nella realtà dei mercati? All'atto pratico, i gestori dei fondi utilizzano tre strategie principali per selezionare i titoli:

  • Principio di esclusione: si evitano del tutto i settori considerati dannosi o controversi (come l'industria delle armi, il tabacco o i combustibili fossili).

  • Approccio “Best-in-class”: si selezionano esclusivamente le aziende che ottengono i punteggi ESG più alti all'interno del proprio specifico settore di mercato.

  • Impact Investing (Investimenti a impatto): si orientano i capitali verso progetti mirati che generano un impatto ambientale o sociale tangibile e misurabile (ad esempio, progetti di edilizia sociale o sviluppo di parchi eolici).

È importante ricordare che, indipendentemente dalla strategia scelta, questi strumenti sono legati all'andamento dei mercati finanziari e, pertanto, non offrono rendimenti garantiti. Di conseguenza, il valore del tuo portafoglio rimarrà soggetto alle inevitabili fluttuazioni delle borse mondiali.

Investimenti sostenibili: esempi e strumenti chiave

Per chi desidera orientare il proprio capitale verso soluzioni ecologiche, il mercato offre tre veicoli principali. Tra gli investimenti sostenibili, esempi comuni includono:

  • Green Bond (obbligazioni verdi): titoli di debito emessi da istituzioni, governi o corporate dedicati esclusivamente a finanziare progetti di transizione energetica o infrastrutture ecologiche.

  • Fondi ed ETF classificati SFDR: strumenti collettivi di investimento che selezionano un paniere di titoli aziendali basandosi sul loro rating di sostenibilità.

  • Azioni Direct Equity: l'acquisto mirato di quote di aziende leader nei settori dell'economia circolare, delle energie rinnovabili o della mobilità elettrica.

L'evoluzione: investimenti sostenibili 4.0

Oggi la selezione dei titoli sostenibili beneficia dell'integrazione di intelligenza artificiale e Big Data (la cosiddetta finanza 4.0). Questa evoluzione tecnologica consente ai gestori di monitorare in tempo reale le metriche di sostenibilità aziendale, riducendo drasticamente il rischio di greenwashing (la promozione di una facciata ecologica non supportata da dati reali). Grazie a questi strumenti, puoi investire il tuo denaro con maggiore consapevolezza e trasparenza.

Il Green Deal, la normativa SFDR e i PAI

L'Unione Europea ha lanciato il Green Deal, un piano di riforme ambizioso per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. In questa transizione epocale, il settore bancario e finanziario gioca un ruolo da protagonista assoluto: spetta proprio alle banche e ai fondi convogliare la liquidità verso i progetti ecologici. La normativa europea è nata proprio per portare ordine in questo enorme flusso di capitali ed evitare casi di greenwashing.

  • Articolo 6: fondi che non integrano fattori di sostenibilità nel processo di investimento.

  • Articolo 8 (Verde chiaro): fondi che promuovono caratteristiche ambientali o sociali, pur senza farne l'obiettivo primario.

  • Articolo 9 (Verde scuro): fondi che hanno come obiettivo esplicito e misurabile la sostenibilità e la creazione di un impatto positivo. 

Per contrastare il greenwashing, la normativa richiede inoltre ai gestori di monitorare i PAI (Principal Adverse Impacts), ovvero gli impatti negativi delle decisioni di investimento. Questo significa valutare concretamente i danni potenziali (come l'impronta di carbonio di un'azienda o l'esposizione ad armi controverse), garantendo una trasparenza a 360 gradi. Prima di sottoscrivere un fondo, ti consigliamo di consultare sempre il Documento contenente le informazioni chiave (KID) per verificare questi dati.

Ottimizza il portafoglio bilanciando liquidità e investimenti dinamici

La volatilità è una componente intrinseca dei mercati azionari e obbligazionari sostenibili. Per aiutarti a perseguire obiettivi di impatto senza esporre l'intero tuo patrimonio a repentine oscillazioni di mercato, ti illustriamo una strategia di bilanciamento molto diffusa.

La base stabile (liquidità a basso rischio)

La porzione principale della tua liquidità viene destinata a strumenti di massima stabilità e a basso rischio di mercato. I conti deposito offerti tramite Raisin ti consentono di creare questa solida base difensiva:

  • Rendimento predeterminato: per i depositi vincolati a tasso fisso, conosci in anticipo gli interessi esatti che maturerai a fine vincolo, garantendo una pianificazione precisa che bilancia le fluttuazioni della tua componente azionaria verde.

  • Protezione totale: i tuoi depositi sono tutelati fino a 100.000 € per depositante e per singola banca dal sistema di garanzia dei depositi nazionale (come il FITD in Italia).

  • Trasparenza fiscale: in Italia, i rendimenti derivanti dai conti deposito sono soggetti alla ritenuta fiscale del 26% e all'imposta di bollo proporzionale dello 0,20% annuo sul capitale.

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La quota dinamica (investimenti d’impatto)

Una quota più contenuta del tuo portafoglio viene invece dedicata a investimenti sostenibili e responsabili a lungo termine, come gli ETF azionari di cui all'articolo 9 o i Green Bond. Questo ti permette di partecipare alla crescita della Green Economy senza compromettere la tua sicurezza finanziaria quotidiana.

Ricorda che questo è un esempio illustrativo a scopo educativo e non costituisce una consulenza finanziaria. La ripartizione ideale tra liquidità protetta e investimenti dipende esclusivamente dalla tua propensione al rischio.

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Trovare il giusto equilibrio tra la crescita dei tuoi progetti sostenibili e la stabilità dei tuoi risparmi quotidiani è fondamentale per una pianificazione a lungo termine di successo. Con la nostra piattaforma, puoi accedere a soluzioni di risparmio flessibili ed estremamente semplici da gestire, ideali per affiancare con sicurezza le tue scelte di investimento etico.

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Risposte ai dubbi più comuni

No, i conti deposito standard non sono classificati come prodotti ESG. Tuttavia, svolgono un ruolo difensivo fondamentale: proteggono la base del tuo capitale, offrendoti la serenità necessaria per assumere rischi calcolati nella porzione di portafoglio che decidi di dedicare alla transizione ecologica.

Non necessariamente. Molti studi indicano che le aziende con un buon rating ESG tendono a essere gestite in modo più efficiente e a essere più resilienti ai rischi climatici e normativi, offrendo rendimenti competitivi nel lungo periodo. Tuttavia, come ogni investimento sui mercati azionari, il capitale è esposto alla volatilità. Per questo motivo, affiancare ai fondi ESG un conto deposito a capitale garantito ti permette di tutelare una parte del tuo portafoglio, bilanciando rischio e rendimento.

L'inclusione di aziende di settori tradizionali dipende dalla strategia del fondo. Mentre la strategia “di esclusione” elimina a priori settori come i combustibili fossili o il tabacco, l'approccio “Best-in-class” seleziona le aziende più virtuose all'interno di ogni settore (comprese quelle energetiche o tecnologiche ad alto consumo). Si investe quindi in realtà che stanno attuando percorsi credibili di transizione verso tecnologie sostenibili o che hanno i punteggi ESG migliori rispetto ai loro diretti concorrenti.

Oltre a verificare che un fondo sia classificato come Articolo 8 o 9 del Regolamento SFDR, ti consigliamo di cercare il Report di Impatto fornito dalla società di gestione (SGR). Questo documento rendiconta i risultati tangibili ottenuti grazie ai capitali investiti, misurando ad esempio le tonnellate di CO2 non emesse, i posti di lavoro creati o l'esclusione di specifiche aziende legate ai combustibili fossili.

In Italia, le obbligazioni verdi emesse da enti governativi o sovranazionali beneficiano di un'aliquota fiscale agevolata pari al 12,5%, rispetto all'aliquota ordinaria del 26% applicata ai conti deposito e alle azioni corporate.

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Le informazioni riportate hanno finalità promozionale e non costituiscono un’offerta vincolante. Per conoscere in modo completo e dettagliato le condizioni economiche e contrattuali dei singoli prodotti, è necessario fare riferimento ai Fogli informativi e alla documentazione ufficiale messi a disposizione da ciascuna banca.