Siamo felici di presentarti la prima edizione del Money Confidence Index di Raisin. In qualità di piattaforma globale dedicata a rendere il risparmio semplice e accessibile, crediamo che il benessere finanziario non derivi solo dalle cifre riportate sull'estratto conto, ma dall'effettivo livello di tranquillità psicologica legato alla gestione dei propri soldi.

Viviamo in un periodo di forte volatilità economica. Dalla fluttuazione dei tassi di interesse alla pressione costante del costo della vita, le famiglie in tutta Europa e negli Stati Uniti cercano nuovi punti di riferimento. Questo report nasce per misurare lo stato di salute finanziaria di 11 mercati chiave, creando un indicatore chiaro dell'attuale livello di fiducia — o di allarme — percepito da chi risparmia.
Con questo studio, puntiamo a offrire maggiore consapevolezza e un segnale forte ai decisori politici. In Raisin, la nostra missione rimane invariata: darti gli strumenti necessari per costruire un futuro finanziario solido e sereno.
La fiducia finanziaria non è distribuita equamente. Il Money Confidence Index (MCI), calcolato su una scala da 0 a 100, rivela una netta divisione nel panorama emotivo della finanza globale.
L'Italia emerge come un'eccezione a livello mondiale nella nostra classifica del 2026, posizionandosi all'8° posto con un punteggio di 44,11. Mentre in mercati come Germania e Paesi Bassi i picchi di sicurezza si registrano nella fascia senior della popolazione, in Italia si assiste a una completa inversione di tendenza: è proprio la generazione tra i 18 e i 34 anni a guidare l'ottimismo nazionale. Tuttavia, l'approccio generale rimane molto pragmatico: per oltre la metà della popolazione (il 54,7%), allentare la morsa delle spese obbligate e ridurre il costo del carrello della spesa è la priorità assoluta per ritrovare stabilità.
I Paesi Bassi guidano la classifica (55,28), a testimonianza di una società stabile che sente di avere il pieno controllo del proprio destino finanziario. All'estremo opposto si trova l'Irlanda (41,09), dove il peso combinato dei costi immobiliari e dell'inflazione ha raffreddato drasticamente le prospettive nazionali. Mentre Germania (49,69) e Spagna (48,20) mantengono le posizioni sul podio, Regno Unito (43,33) e Francia (43,73) faticano a emergere dalle posizioni di coda, senza riuscire a superare del tutto l'incertezza economica.
.png)
Dietro ogni classifica si nasconde l'impatto reale dello stress sulla vita di tutti i giorni. In Spagna, l'ansia finanziaria è la più diffusa, con il 60% della popolazione che dichiara di trovarsi in una situazione di stress elevato. Tuttavia, sono gli Stati Uniti a registrare l'intensità di preoccupazione più acuta: oltre un quarto della popolazione statunitense (26,9%) avverte un “forte stress” e afferma di essere in costante apprensione per il denaro, un dato più che triplo rispetto ai Paesi Bassi (8,1%), dove il clima è nettamente più sereno.
È inoltre chiaramente visibile un divario di genere legato all'ansia economica. In Italia, con il 57,2% delle donne che segnala un elevato stress finanziario contro il 44% della componente maschile, si evidenzia come il carico psicologico della gestione economica quotidiana gravi in modo sproporzionato sulle spalle femminili. Una tendenza simile si osserva in Germania (54,8% contro 42,7%) e in Finlandia, dove la spaccatura è ancora più netta (63,5% contro 44,9%). Anche l'età gioca un ruolo determinante: nel Regno Unito, il 60,3% della fascia tra i 35 e i 49 anni (la cosiddetta “generazione sandwich”) avverte maggiormente la pressione, mentre in Austria è la fascia più giovane (18-34 anni) a subirla di più (52,2%).
.png)
La fiducia affonda le radici nel senso di indipendenza. Paesi Bassi (59,4%), Germania (54,6%) e Austria (53,7%) guidano la classifica per autonomia finanziaria percepita. Questa sensazione di controllo è particolarmente forte nella fascia più adulta della popolazione in Germania (50-69 anni), dove il 62% dichiara di essere saldamente al timone delle proprie finanze. Anche la Polonia mostra una capacità di gestione domestica molto solida, con il 48,9% della popolazione che segnala alti livelli di controllo.
Lo scenario cambia radicalmente in Regno Unito, Irlanda e Francia, dove quasi un terzo del campione ammette di avere “poco o nessun controllo” sui propri soldi. Nel Regno Unito, solo il 28,6% delle persone ritiene di avere a disposizione gli strumenti adeguati per pianificare il futuro, a dimostrazione di come una grande fetta della popolazione viva la gestione economica passivamente, subendola anziché padroneggiandola. Gli Stati Uniti, infine, presentano un profondo divario interno: se da un lato il 12,5% dichiara un controllo totale, dall'altro ben il 33,5% confessa di non averne alcuno.
.png)
Se l'obiettivo finale è ritrovare la fiducia, le leve per raggiungerla si stanno riducendo all'essenziale. Siamo passati in tempi record da una cultura della “crescita della ricchezza” a una pragmatica “gestione delle crisi”.
La morsa delle spese obbligate: per Francia (46,3%), Regno Unito (39,4%) e Irlanda (35,7%), l'ostacolo principale è riuscire a coprire le uscite basilari. Questi mercati mostrano una necessità vitale di ridurre le spese per la casa e l'energia per poter tornare a respirare.
L'ombra del debito: così come gli Stati Uniti (23,5%), anche la Finlandia (21,3%) è fortemente concentrata sulle passività, mettendo l'estinzione del debito al primo posto tra i propri obiettivi finanziari.
La corsa alla liquidità: la Germania punta tutto sulla creazione di un cuscinetto di risparmio, con il 70% della popolazione che inserisce un fondo per le emergenze economiche tra le prime tre priorità. Sulla stessa lunghezza d'onda si trova la Spagna, che registra una crescente focalizzazione sugli accantonamenti a lungo termine (20,7%).
La leva salariale e l'eccezione pragmatica: in Polonia, l'aumento dello stipendio è considerato il traguardo assoluto (25,6%). L'Italia, invece, registra il livello di ottimismo più basso per quanto riguarda le aspettative salariali (appena il 15,8%), dimostrando un approccio spiccatamente cauto in cui l'urgenza assoluta rimane abbattere il costo della vita quotidiana.
.png)
Il Money Confidence Index 2026 di Raisin fotografa un quadro economico in rapida evoluzione. Dalla calma olandese all'ansia americana, i numeri ci dicono chiaramente che il benessere finanziario riguarda tanto la tenuta psicologica delle persone quanto il saldo in banca.
Che si tratti di estinguere il debito negli Stati Uniti e in Finlandia, di costruire una rete di sicurezza in Germania, o di sfuggire alla morsa delle spese obbligate nel Regno Unito e in Francia, la strada verso la stabilità richiede guide affidabili e strumenti moderni. La fiducia non dipende solo dal livello di reddito, ma dalla serenità di poter pianificare il proprio domani. Nel corso dell'anno, Raisin continuerà a garantire massima trasparenza e i migliori strumenti per aiutare i risparmiatori di tutti gli 11 mercati a passare da una logica di navigazione a vista a uno stato di vera tranquillità finanziaria.
Il Raisin Money Confidence Index (MCI) è un indicatore approfondito che analizza la fiducia delle persone nella gestione delle proprie finanze personali. Lo studio alla base dell'edizione 2026 è stato realizzato per comprendere i fattori emotivi e pratici che determinano la stabilità finanziaria in 11 dei principali mercati globali.
L'indagine è stata commissionata da Raisin e condotta dall'istituto indipendente di ricerche di mercato INNOFACT AG. I dati sono stati raccolti tramite un sondaggio online rivolto a un campione rappresentativo nei seguenti 11 Paesi:
Europa: Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Polonia, Austria, Irlanda, Finlandia.
Nord America: Stati Uniti.
Campione: l'indice si basa sulle risposte di 11.403 partecipanti. Per garantire che i dati rispecchino fedelmente la popolazione generale, il campione è stato ponderato per età e genere all'interno di ogni specifico mercato.
Calcolo dell'indice: il Money Confidence Index (MCI) è calcolato su una scala da 0 a 100, dove un punteggio più alto indica una forte sicurezza finanziaria e un basso livello di stress percepito. Il punteggio per ogni Paese è un indicatore aggregato, derivato dalla combinazione di cinque pilastri fondamentali del benessere economico:
Livelli di stress: la pressione emotiva percepita riguardo alle finanze personali.
Controllo percepito: il livello di autonomia che gli intervistati ritengono di avere sulle spese quotidiane.
Prospettive future: le aspettative di miglioramento o peggioramento della propria situazione finanziaria per i successivi 12 mesi.
Resilienza finanziaria: la capacità di far fronte a una spesa imprevista o uno shock finanziario.
Capacità di pianificazione: l'attitudine a definire e raggiungere in modo efficace obiettivi finanziari a lungo termine.
La classifica finale viene elaborata standardizzando i dati relativi a questi cinque pilastri e calcolandone la media matematica, procedura che consente un confronto scientifico e diretto tra le diverse economie analizzate.
© 2026 Raisin SE, Berlino (Germania)
Tutti i tassi d’interesse indicati sono espressi in termini lordi, al netto delle imposte eventualmente applicabili in base alla normativa fiscale vigente.
Le informazioni riportate hanno finalità promozionale e non costituiscono un’offerta vincolante. Per conoscere in modo completo e dettagliato le condizioni economiche e contrattuali dei singoli prodotti, è necessario fare riferimento ai Fogli informativi e alla documentazione ufficiale messi a disposizione da ciascuna banca.