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Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2026

Guida completa alle criptovalute: mercato, sicurezza e fisco

Le criptovalute sono monete digitali decentralizzate che utilizzano la crittografia per garantire la sicurezza delle transazioni. Negli ultimi anni hanno trasformato il mondo finanziario, attirando l'attenzione di istituzioni, trader e semplici curiosi. Tuttavia, operare in questo settore richiede un'ottima conoscenza delle dinamiche di mercato, dei rischi associati e delle normative fiscali.

In questa pagina ti spieghiamo tutto ciò che devi sapere sulle monete virtuali, dalle basi tecnologiche fino alle regole per la dichiarazione dei redditi in Italia.

In breve

  • Le criptovalute sono asset altamente volatili e non coperte dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). A differenza dei risparmi tradizionali, non esiste una rete di sicurezza istituzionale in caso di perdita o fallimento dell'intermediario.

  • Rispetto agli anni passati, il panorama fiscale italiano è diventato più rigido. La precedente franchigia, che esentava dalle imposte le plusvalenze inferiori a 2.000 € , è stata completamente abolita. Inoltre, dal 2026, l'aliquota sale al 33% per la maggior parte delle cripto-attività, mantenendo il 26% solo per gli e-money token (stablecoin). Oggi ogni singola plusvalenza deve essere calcolata e tassata.

  • Il possesso di asset digitali comporta sempre l'obbligo di dichiarazione. Che tu utilizzi il Modello 730 (Quadro W) o il Modello Redditi (Quadro RW), devi segnalare le tue criptovalute al Fisco per evitare sanzioni.

Criptovalute: cosa sono e come funzionano

Immagina un sistema di pagamento completamente digitale che non dipende da una banca centrale o da un governo. Per rendere possibile questa autonomia e fare a meno di un garante istituzionale, è stato necessario sviluppare un'infrastruttura tecnologica del tutto nuova. 

Quindi come funzionano le criptovalute nella pratica? Alla base di quasi tutte le monete virtuali c'è la tecnologia blockchain. Si tratta di un registro digitale pubblico e condiviso che memorizza in modo permanente tutte le transazioni. Quando invii o ricevi una valuta digitale, una rete di computer (chiamati nodi) verifica e valida l'operazione attraverso complessi algoritmi crittografici.

Questo sistema offre alcune caratteristiche specifiche:

  • Decentralizzazione: la rete non è gestita da una banca centrale o da un singolo intermediario. Al contrario, il controllo è distribuito tra migliaia di computer indipendenti (nodi) in tutto il mondo. Questo significa che nessuna singola entità o governo può manipolare le transazioni, congelare arbitrariamente i conti o decidere di stampare nuova moneta a proprio piacimento.

  • Trasparenza: ogni singola transazione viene registrata in modo pubblico e permanente sul registro blockchain, rendendola consultabile da chiunque. Questo significa che l'intero storico dei movimenti è tracciabile e verificabile in tempo reale, eliminando la necessità di affidarsi a un ente di controllo centrale. La privacy degli utenti è comunque tutelata dall'uso di indirizzi crittografici alfanumerici.

  • Irreversibilità: una volta che il pagamento viene validato dalla rete e registrato sulla blockchain, non esiste alcuna possibilità di annullarlo, modificarlo o richiedere un rimborso (chargeback). Questo meccanismo impedisce le frodi legate alla clonazione dei pagamenti, ma richiede estrema attenzione da parte dell'utente: un errore nell'inserimento dell'indirizzo del destinatario rende i fondi irrecuperabili.

Le criptovalute oggi: andamento e dinamiche di mercato

L'universo delle criptovalute oggi comprende migliaia di asset alternativi, chiamati comunemente “altcoin” (alternative coin). Da Bitcoin ad Ethereum, fino alle stablecoin ancorate all'euro o al dollaro, l'intero ecosistema si presenta in continua evoluzione.

La quotazione delle criptovalute è determinata esclusivamente dalla legge della domanda e dell'offerta sui mercati di scambio (chiamati “exchange”). A differenza delle valute tradizionali, il prezzo può subire variazioni drastiche (volatilità) anche nel corso di poche ore. Questo significa che il valore del tuo portafoglio digitale può salire rapidamente, ma può anche subire perdite significative.

Per monitorare il mercato, gli investitori utilizzano piattaforme specializzate che mostrano:

  • Il prezzo in tempo reale in euro o dollari

  • Il volume degli scambi nelle ultime 24 ore

  • La capitalizzazione di mercato totale

Rischi e tutele: la gestione della sicurezza

Una delle domande più comuni per chi inizia è: le criptovalute sono rischiose? La risposta è sì, soprattutto perché il loro livello di sicurezza funziona in modo molto diverso rispetto agli strumenti di risparmio tradizionali. Quando lasci i tuoi soldi su un conto bancario, sei sempre protetto dal sistema di garanzia depositi fino a 100.000 €. Con le monete digitali, invece, sei tu l'unico custode dei tuoi fondi proprio perché non esiste alcuna copertura istituzionale.

Se la piattaforma di scambio fallisce o subisci un attacco informatico, potresti perdere l'intero capitale senza possibilità di rimborso. Per mitigare questi rischi strutturali, gli utenti più esperti fanno una netta distinzione tra custodial wallet (portafogli gestiti da un exchange, più comodi ma esposti al rischio di fallimento della piattaforma centrale) e non-custodial wallet (noti anche come “cold storage” o “cold wallet”). Trasferire i propri asset digitali su un cold wallet fisico, dove l'utente detiene esclusivamente le proprie chiavi private, è la pratica più diffusa per aumentare drasticamente il livello di sicurezza dei fondi.

Asset allocation: il ruolo delle criptovalute e dei conti deposito

Se stai pianificando la tua asset allocation, è fondamentale comprendere come bilanciare il rischio complessivo. Le criptovalute e i prodotti di risparmio tradizionali svolgono ruoli complementari ma opposti all'interno di un portafoglio diversificato:

  • Componente speculativa (alto rischio): le criptovalute offrono rendimenti potenzialmente elevati, ma del tutto imprevedibili e soggetti a forti cali (volatilità). Generalmente, vengono inserite in portafoglio come quota speculativa minoritaria.

  • Protezione del capitale (basso rischio): i conti deposito fungono da ancora di stabilità. Mantengono il valore del capitale investito intatto, al riparo dalle oscillazioni di mercato, offrendo rendimenti prevedibili, con un tasso di interesse fisso e garantito (per i conti vincolati) o variabile (per i conti liberi).

  • Garanzie istituzionali: a differenza delle reti decentralizzate, i conti deposito aperti all'interno dell'Unione Europea beneficiano della copertura del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) o del sistema di garanzia nazionale equivalente, offrendo la massima tranquillità sui risparmi vincolati.

Tassazione criptovalute 2026: le nuove regole in Italia

Il panorama fiscale italiano per le cripto-attività è diventato significativamente più rigido. A partire dalla Legge di Bilancio 2025, la soglia di esenzione di 2.000 € è stata completamente abolita, rendendo tassabile ogni singolo euro di plusvalenza generata. Dal 1° gennaio 2026, si applica inoltre un nuovo "doppio binario" per il calcolo delle imposte.

Questo doppio binario si basa su una distinzione netta introdotta dal regolamento europeo MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation). Le monete virtuali il cui valore è ancorato a una valuta ufficiale come l'euro (note come stablecoin o e-money token) mantengono un'aliquota agevolata al 26%. Al contrario, le plusvalenze derivanti da criptovalute standard non ancorate (come i bitcoin) subiscono un innalzamento dell'aliquota al 33%.

Ecco come vengono tassati i tuoi asset digitali e quali sono gli obblighi dichiarativi in Italia:

Asset

Aliquota plusvalenze

Imposta patrimoniale (IVCA)

Obbligo dichiarazione

Criptovalute standard (es. bitcoin)

33% (sopra soglia zero)

0,2 % annuo

Sì (Quadro W/RW)

E-money tokens/ Stablecoins

26%

0,2 % annuo

Sì (Quadro W/RW)

Esempio pratico: come si calcola l'IVCA?

Oltre alle imposte sulle plusvalenze (che paghi solo se vendi e generi un guadagno), sei tenuto a versare l'Imposta sul valore delle cripto-attività (IVCA), che si applica al valore del tuo portafoglio al 31 dicembre. Se alla fine dell'anno possiedi criptovalute per un controvalore totale di 10.000 € , l'imposta dovuta sarà pari allo 0,2%. Questo è il calcolo: 

10.000 €  x 0,2% = 20 € 

Nota: il calcolo mostrato ha uno scopo puramente illustrativo. Il versamento dell'imposta avviene tramite modello F24 nei termini previsti per le imposte sui redditi.

Conti deposito: l'alternativa sicura alle criptovalute

Se desideri far crescere i tuoi risparmi al riparo dalla volatilità, i conti deposito sono la soluzione ideale. Offrono rendimenti certi e costanti nel tempo, con la garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) o dal sistema di garanzia nazionale equivalente.

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Risposte ai dubbi più comuni

Una criptovaluta è una moneta virtuale decentralizzata. Il suo valore in euro non è fisso, ma fluttua continuamente in base alla domanda e all'offerta sugli exchange. A differenza degli investimenti tradizionali, non ci sono guadagni garantiti: il mercato è estremamente volatile e il valore del capitale investito può salire rapidamente o subire drastici crolli.

Le reti Layer 1 (come la blockchain di Bitcoin o Ethereum) sono le infrastrutture principali e indipendenti che registrano ed elaborano le transazioni di base. Le reti Layer 2 (come Lightning Network o Arbitrum) sono protocolli secondari costruiti "sopra" il Layer 1. Il loro obiettivo è risolvere i problemi di scalabilità della rete principale, aumentando la velocità delle transazioni e riducendo le commissioni operative.

I CEX (Centralized Exchanges) sono piattaforme gestite da società private terze che fungono da intermediari e detengono la custodia dei tuoi fondi. I DEX (Decentralized Exchanges) operano invece unicamente tramite “smart contract” automatizzati sulla blockchain, permettendoti di scambiare criptovalute direttamente dal tuo wallet privato, mantenendo il pieno controllo delle tue chiavi (approccio “non-custodial”).

Non esiste una risposta univoca, poiché dipende esclusivamente dal tuo profilo di rischio, dai tuoi obiettivi e dall'orizzonte temporale. Le criptovalute sono asset altamente speculativi. Molti utenti scelgono di iniziare studiando i progetti più grandi e consolidati, destinando a questo mercato solo una piccola parte del proprio capitale.

Nessun esperto può prevedere con certezza quale moneta virtuale crescerà oggi o in futuro. Invece di cercare la valuta del momento, è utile concentrarsi sull'educazione finanziaria e comprendere a fondo il progetto tecnologico (il cosiddetto white paper) che sta dietro ogni singolo token.

I bitcoin e le altre valute virtuali detenute su piattaforme estere o wallet privati devono essere sempre dichiarati nel Quadro W (per il Modello 730) o nel Quadro RW (per il Modello Redditi Persone Fisiche) ai fini del monitoraggio fiscale. Questo obbligo scatta indipendentemente dal fatto che tu abbia ottenuto un guadagno o meno. Devi inserire il controvalore in euro delle criptovalute possedute al 31 dicembre dell'anno di riferimento.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non costituiscono in alcun modo una consulenza finanziaria, né una sollecitazione all'investimento. Le criptovalute sono asset altamente volatili e non sono protette dai sistemi di garanzia dei depositi. Qualsiasi decisione di investimento è assunta dall'utente in totale autonomia e a proprio rischio.

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Tutti i tassi d’interesse indicati sono espressi in termini lordi, al netto delle imposte eventualmente applicabili in base alla normativa fiscale vigente.

Le informazioni riportate hanno finalità promozionale e non costituiscono un’offerta vincolante. Per conoscere in modo completo e dettagliato le condizioni economiche e contrattuali dei singoli prodotti, è necessario fare riferimento ai Fogli informativi e alla documentazione ufficiale messi a disposizione da ciascuna banca.