Pagina inizialefisco e tassetassazione conto depositoInteressi bancari

Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2026

Qual è la tassazione prevista sugli interessi del conto deposito?

Gli interessi bancari sono il rendimento generato dal tuo deposito e in Italia vengono tassati con una ritenuta del 26%. In questa pagina scopri in modo semplice come funziona la tassazione e cosa cambia tra conti deposito italiani ed esteri.

In breve

  • Interessi bancari: Gli interessi bancari rappresentano il rendimento generato dal deposito. Sono considerati redditi di capitale e vengono tassati in base alla giurisdizione della banca presso cui il conto è detenuto.

  • Tassazione: La tassazione di conti deposito segue regole chiare: gli interessi sono soggetti a un'imposta del 26%, mentre l'imposta di bollo e l'IVAFE hanno un importo dello 0,20% calcolato sul saldo del deposito.

  • Funzionamento del conto deposito: Un conto deposito offre un tasso definito dalla banca e genera interessi secondo le condizioni contrattuali. Il deposito può essere libero o vincolato, mentre la remunerazione segue le condizioni stabilite dal contratto ed è soggetta a regole fiscali chiare.La ritenuta viene applicata in Italia, mentre per i conti esteri la tassazione avviene tramite dichiarazione.

Che cosa si intende per “interessi bancari” e come funziona la loro tassazione?

Gli interessi bancari rappresentano il rendimento che ottieni depositando denaro su un conto deposito. In Italia sono considerati redditi di capitale e vengono tassati tramite una ritenuta fiscale del 26% applicata direttamente dalla banca italiana. La tassazione è proporzionale, chiara e viene calcolata sugli interessi maturati.

Gli interessi si formano quando la banca riconosce un tasso di interesse a fronte del tuo deposito. L’importo maturato costituisce la base imponibile su cui viene applicata la ritenuta. La procedura è standardizzata esclusivamente presso le banche italiane e nella maggior parte dei casi non richiede alcuna azione da parte tua.

Interessi maturati su conti deposito vincolati e conti deposito liberi

Gli interessi di un conto deposito vincolato maturano in base alla durata del vincolo e al tasso fissato al momento dell’apertura. L’importo è generalmente prevedibile perché il tasso rimane invariato.

Gli interessi di un conto deposito libero maturano secondo il saldo disponibile e il tasso definito dalla banca. Anche in questo caso la ritenuta fiscale del 26% si applica sempre sull’importo maturato.

La tassazione è identica in entrambi i casi. Ciò che varia è la modalità di maturazione e la possibilità di svincolare le somme.

Differenza rispetto ai conti correnti

I conti correnti possono generare interessi limitati o nulli. Quando presenti, vengono tassati con la stessa ritenuta del 26% prevista per i conti deposito. La differenza principale riguarda la finalità: il conto corrente serve alla gestione quotidiana, mentre il conto deposito è pensato per remunerare le somme depositate attraverso un tasso dedicato.

Effetto della tassazione sul rendimento reale

La tassazione incide direttamente sul rendimento effettivo di un conto deposito. Per comprendere il risultato finale è utile distinguere tra rendimento lordo e rendimento netto, cioè l’importo che ricevi dopo la ritenuta fiscale del 26%

Per gli investitori e le investitrici in Italia, anche l’imposta di bollo o l’IVAFE incidono sul risultato finale degli interessi netti, poiché tali imposte possono ridurre l’importo degli interessi effettivamente accreditati.

Anche l’inflazione può ridurre il valore reale degli interessi maturati, perché nel tempo il potere d’acquisto può cambiare. Conoscere queste differenze ti aiuta a valutare correttamente il rendimento complessivo.

Rendimento lordo vs rendimento netto

Il rendimento lordo indica gli interessi maturati prima della tassazione. È il valore che viene comunicato nelle condizioni economiche del conto deposito.

Il rendimento netto corrisponde agli interessi ricevuti dopo l’applicazione della ritenuta fiscale del 26%. Anche in questo caso, l’Imposta di bollo o l’IVAFE influiscono sul risultato finale degli interessi netti. La banca trattiene l’imposta e accredita l’importo restante direttamente sul tuo conto.

In sintesi:

  • rendimento lordo = interessi maturati

  • rendimento netto = interessi dopo la ritenuta del 26%

Questa distinzione permette un confronto più chiaro tra diverse offerte.

Impatto dell’inflazione

L’inflazione rappresenta l’aumento generale dei prezzi nel tempo. Anche se un conto deposito genera un rendimento positivo, l’inflazione può ridurre il valore reale degli interessi, perché il potere d’acquisto cambia da un anno all’altro. L’inflazione non modifica la tassazione, ma influisce sulla percezione del rendimento finale.

Esempio pratico: come l’inflazione può ridurre il valore reale degli interessi

Nota: questo esempio è presentato in forma semplificata e tiene conto esclusivamente della ritenuta fiscale.

Supponiamo che tu depositi 10.000 € con un tasso del 3%.Dopo un anno maturi 300 € di interessi lordi.

Tolto il 26% di ritenuta fiscale, ricevi 222 € netti. Questo importo viene sempre accreditato per intero.

Ora immaginiamo che, nello stesso anno, i prezzi aumentino del 5%.Anche se ricevi 222 €, il loro potere d’acquisto è inferiore, perché i prezzi sono cresciuti più del rendimento del conto deposito.

In pratica:

  • rendimento nominale: 3%

  • rendimento netto dopo imposta: 2,22%

  • rendimento reale stimato con inflazione al 5%: circa −2,78%

Non significa che perdi denaro sul conto. Significa che i tuoi interessi hanno meno capacità di acquisto rispetto all’anno precedente.

Come funziona la ritenuta fiscale del 26% sui conti deposito?

La ritenuta fiscale del 26% è il meccanismo con cui lo Stato tassa gli interessi maturati su un conto deposito. Si tratta di una procedura automatica: la banca calcola l’imposta sugli interessi maturati e versa l’importo allo Stato, accreditando sul tuo conto solo il rendimento netto. Comprendere come funziona la ritenuta ti permette di leggere correttamente le condizioni economiche del prodotto.

Base imponibile e momento dell’applicazione

La base imponibile corrisponde agli interessi maturati. La ritenuta del 26% viene applicata esclusivamente su questo importo, non sul capitale depositato. Il momento dell’applicazione dipende dal tipo di conto deposito:

  • nei conti deposito vincolati, la ritenuta viene calcolata quando gli interessi vengono accreditati, secondo la frequenza prevista dal contratto

  • nei conti deposito liberi, la ritenuta si applica sugli interessi maturati con la stessa logica, in base alla periodicità di accredito stabilita dalla banca

L’importo del capitale non subisce alcuna tassazione. La ritenuta è sempre limitata agli interessi generati.

Ruolo della banca nel versamento dell’imposta (solo banche italiane)

La banca svolge un ruolo centrale:

  • calcola gli interessi maturati

  • applica la ritenuta fiscale del 26%

  • versa l’imposta allo Stato

  • accredita sul tuo conto l’importo già al netto

Non è necessario effettuare pagamenti aggiuntivi. La procedura è interamente gestita dalla banca, evitando oneri amministrativi aggiuntivi per il cliente.

Conti deposito italiani ed esteri (accenno senza esempi)

Per un conto deposito italiano, la banca applica direttamente la ritenuta del 26% e la versa allo Stato. Per un conto deposito estero, la tassazione può seguire procedure diverse, perché il rapporto è regolato da un istituto situato fuori dall’Italia. In questi casi è possibile che l’imposta non venga trattenuta automaticamente e che il cliente debba dichiarare gli interessi nella propria dichiarazione dei redditi.

Ecco come funziona la segnalazione dei conti esteri (in breve): la dichiarazione degli interessi esteri è una procedura semplice e standardizzata. Di norma sono sufficienti le seguenti informazioni:

  • il rendiconto annuale degli interessi emesso dalla banca estera

  • l'indicazione dell'importo nel campo corrispondente della dichiarazione dei redditi.

Non sono necessarie ulteriori formalità durante l'anno. La procedura viene completata insieme alla dichiarazione dei redditi annuale. Non è necessario alcun adempimento aggiuntivo durante l’anno. La procedura viene completata insieme alla dichiarazione annuale. La logica fiscale rimane però la stessa: gli interessi sono soggetti a imposta, mentre il capitale non è tassato.

Tipo di contoPagamento degli interessiApplicazione del 26%

Conto deposito in Italia

Interessi netti

La banca applica e versa la ritenuta

Conto deposito estero

Interessi lordi

Il cliente la indica nella dichiarazione dei redditi

Differenza tra tasse sugli interessi, imposta di bollo e IVAFE

La tassazione di un conto deposito può includere diverse imposte previste dalla normativa italiana. Oltre alla ritenuta fiscale sugli interessi, è utile conoscere il funzionamento dell’imposta di bollo e dell’IVAFE, così da comprendere con precisione i costi complessivi di un conto deposito in Italia o all’estero.

Tassazione degli interessi (26%)

Gli interessi maturati su un conto deposito sono considerati redditi di capitale e sono soggetti a una ritenuta fiscale del 26%. Per i conti deposito italiani, la banca calcola gli interessi generati, applica la ritenuta e accredita sul conto l’importo netto. L’imposta riguarda esclusivamente gli interessi maturati, mentre il capitale depositato non viene tassato.

Per i conti deposito esteri, invece, la banca non applica la ritenuta del 26%. Gli interessi vengono generalmente corrisposti al lordo, e il contribuente deve indicare tali importi nella dichiarazione dei redditi, versando la relativa imposta secondo le regole fiscali italiane. Questo non modifica il meccanismo della tassazione, ma cambia la modalità operativa con cui viene assolto l’obbligo fiscale.

Imposta di bollo per conti deposito italiani

Per i conti deposito detenuti presso banche italiane si applica l’imposta di bollo nella misura dello 0,20% annuo sulle somme depositate (pari a 20 basis points). L’imposta è calcolata proporzionalmente al periodo di detenzione e viene trattenuta direttamente dalla banca. Non è prevista una soglia minima di esenzione.

IVAFE per conti deposito detenuti all’estero

Per i conti deposito presso banche estere si applica l’IVAFE pari allo 0,20% calcolato saldo del deposito al 31 dicembre. Poiché il conto è detenuto all’estero, l’imposta non viene trattenuta dall’intermediario finanziario e deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi da parte del contribuente. La differenza principale riguarda la gestione operativa: in Italia le imposte vengono trattenute automaticamente dalla banca, mentre per i conti esteri l’adempimento fiscale avviene tramite dichiarazione.

Aliquote in breve:

  • Ritenuta fiscale sugli interessi: 26%

  • IVAFE (conti esteri): 0,20%

Esempi pratici di calcolo: dalla cedola lorda al netto

Gli esempi seguenti mostrano in modo chiaro come si passa dal rendimento lordo al rendimento netto. Le tabelle aiutano a visualizzare l’impatto della ritenuta fiscale del 26% e, quando applicabile, dell’IVAFE per i conti esteri. Gli esempi sono illustrativi e servono solo a spiegare il meccanismo fiscale.

Esempio 1 – Vincolo in Italia (solo ritenuta del 26%)

In questo esempio vediamo come funziona la tassazione quando il conto deposito è detenuto presso una banca italiana. La banca applica automaticamente la ritenuta e accredita gli interessi già al netto.

VoceImporto

Capitale depositato

10.000 €

Tasso annuo

3%

Interessi lordi maturati

300 €

Ritenuta fiscale 26%

78 €

Imposta di bollo 0,2%

20 €

Interessi netti accreditati

222 €

Esempio 2 – Vincolo all’estero con applicazione dell’IVAFE

Questo esempio mostra cosa cambia quando il conto è detenuto presso una banca estera. Gli interessi vengono corrisposti al lordo, e il contribuente versa le imposte tramite dichiarazione.

VoceImporto

Capitale depositato

10.000 €

Tasso annuo

3%

Interessi lordi maturati

300 €

Imposta 26% sugli interessi (da dichiarazione)

78 €

IVAFE (0,20%)

20 €

Interessi netti effettivi

202 €

Esempio 3 – Importi elevati e impatto combinato delle imposte

In questo esempio analizziamo un importo più alto per mostrare come la tassazione incida in valore assoluto. Sia la ritenuta che l’IVAFE rimangono proporzionali, rispettivamente all’interesse accumulato e al saldo del deposito.

VoceImporto

Capitale depositato

50.000 €

Tasso annuo

3%

Interessi lordi maturati

1.500 €

Ritenuta fiscale 26% (Italia o estero)

390 €

Imposta di bollo (Italia, 0,20%) or IVAFE (estero, 0,20%)

100 €

Interessi netti finali (conto estero)

1.010 €

Interessi netti finali (conto italiano)

1.010 €

Conto deposito con Raisin: apertura semplice e accesso a più banche

Raisin offre accesso a una rete europea di banche partner, che propongono tassi competitivi sui conti deposito. L’apertura del conto avviene in modo semplice e veloce online, senza la necessità di aprire un conto direttamente presso ciascuna banca partner. Quando apri un conto deposito tramite Raisin, il trattamento fiscale rimane invariato e continua a seguire le norme fiscali italiane. Gli interessi vengono corrisposti al lordo e devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi.

I depositi sono tutelati fino a 100.000 € per banca e per cliente, secondo la normativa europea sui sistemi di garanzia dei depositi. Raisin non modifica questo livello di protezione, ma ti permette di accedere in modo centralizzato a più banche attraverso un’unica piattaforma.

Domande frequenti

Gli interessi di un conto deposito italiano sono soggetti a una ritenuta fiscale del 26%, applicata direttamente dalla banca. Per i conti deposito esteri gli interessi vengono corrisposti al lordo e devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi.

Per i conti deposito detenuti presso banche italiane, la banca applica e versa la ritenuta del 26%. Per i conti esteri l’imposta viene invece versata dal contribuente tramite dichiarazione.

Per i conti deposito italiani, l’imposta di bollo è un importo proporzionale al saldo del deposito pari allo 0,20% annuo e viene applicato direttamente dalla banca.

Per i conti deposito esteri, l’IVAFE ha lo stesso importo proporzionale al saldo del deposito pari allo 0,20% annuo, ma non viene trattenuta dalla banca estera: deve essere indicata e versata dal contribuente nella dichiarazione dei redditi.

La tassazione sugli interessi si applica per ciascun conto, in base alla giurisdizione della banca che lo gestisce. Per i conti esteri è dovuta l’IVAFE, mentre in Italia è applicata l’imposta di bollo. La protezione dei depositi fino a 100.000 € per banca e per cliente rimane valida per ogni banca partner coinvolta.

Aggiornamento e fonti: Ultimo aggiornamento: dicembre 2025 – informazioni conformi alla normativa vigente (Agenzia delle Entrate).

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Tutti i tassi d’interesse indicati sono espressi in termini lordi, al netto delle imposte eventualmente applicabili in base alla normativa fiscale vigente.

Le informazioni riportate hanno finalità promozionale e non costituiscono un’offerta vincolante. Per conoscere in modo completo e dettagliato le condizioni economiche e contrattuali dei singoli prodotti, è necessario fare riferimento ai Fogli informativi e alla documentazione ufficiale messi a disposizione da ciascuna banca.