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Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2026

Inflazione: cos'è e come difendere i tuoi risparmi

L'inflazione è l'aumento prolungato e generalizzato dei prezzi di beni e servizi in un dato periodo di tempo. Nella vita quotidiana, questo processo, noto anche come svalutazione monetaria o rincaro, comporta che con la stessa quantità di denaro si possa acquistare una quantità progressivamente inferiore di prodotti rispetto al passato. Per i risparmiatori, ciò significa che il denaro non investito subisce una continua perdita di potere d'acquisto reale.

In breve

  • L'inflazione è la svalutazione della moneta dovuta all'aumento dei prezzi. Con la stessa quantità di denaro, oggi si possono acquistare meno beni o servizi rispetto al passato.

  • Ad agosto 2026, l'inflazione si attesta intorno al 2,80% nell'Eurozona. L'obiettivo a medio termine della Banca Centrale Europea (BCE) è mantenere questo indice prossimo al 2%.

  • Per contrastare questa tassa invisibile, i rendimenti generati dai propri investimenti (al netto delle imposte) devono superare o quantomeno eguagliare il tasso di inflazione corrente.

Qual è l’attuale tasso di inflazione in Italia e in Europa?

Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2026

  • Tasso di inflazione attuale in Italia: 2,30%

  • Tasso di inflazione attuale nell'UE: 2,90% 

  • Tasso di inflazione attuale nell’Eurozona: 2,80% 

Dopo i picchi registrati negli anni precedenti, l'inflazione nell'Eurozona si è attestata al 2,80% ad agosto 2026. L'intervento della BCE sui tassi di interesse ha contribuito a stabilizzare la corsa dei prezzi, pur mantenendo i rendimenti sui depositi bancari a livelli storicamente vantaggiosi. 

In Italia, l'inflazione è scesa al 2,30% grazie al calo dei prezzi globali del petrolio. In seguito all'aumento di 25 punti base dei tassi di interesse di riferimento da parte della Banca Centrale Europea (BCE) l'11 giugno 2026, il tasso è rimasto invariato nella successiva riunione del 23 luglio 2026.

Scopri l'attuale tasso BCE

Che cosa c’entra la BCE con l’inflazione?

L'obiettivo principale della Banca Centrale Europea (BCE) è garantire la stabilità dei prezzi nell'Eurozona, mantenendo l'inflazione a un livello prossimo al 2% nel medio termine.

Per raggiungere questo obiettivo e controllare le dinamiche dei prezzi, la BCE utilizza i propri tassi di interesse di riferimento attuando due diverse strategie:

  • Politica monetaria restrittiva: se l'inflazione è troppo alta, la BCE alza i tassi di interesse. Questo rende i prestiti più costosi, frena la domanda economica globale e rallenta l'aumento dei prezzi.
  • Politica monetaria espansiva: se l'inflazione è troppo bassa o l'economia ristagna, la BCE abbassa i tassi di interesse. Il denaro “più economico” ha lo scopo di incoraggiare le aziende e i cittadini a investire e consumare di più.

Cosa succede ai tassi di interesse quando l'inflazione è troppo alta?

Quando l'inflazione sale in modo eccessivo, le banche centrali tendono ad aumentare i tassi di interesse per raffreddare l'economia e attenuare la pressione sui prezzi. Per te che risparmi, una fase di tassi elevati si traduce in rendimenti migliori su prodotti a tasso fisso come i conti deposito o le obbligazioni. Tuttavia, affinché il risparmio sia realmente vantaggioso, è fondamentale che questi tassi superino il livello dell'inflazione stessa (generando un rendimento reale positivo). Al contrario, per chi chiede un prestito, come un mutuo a tasso variabile, i costi di finanziamento aumentano proporzionalmente.

Cosa succede ai tassi di interesse quando l'inflazione è troppo bassa?

Se l'inflazione scende stabilmente sotto il target ottimale del 2% o scivola in territorio negativo, le banche centrali riducono i tassi di interesse per cercare di stimolare i consumi e gli investimenti.

In scenari prolungati di tassi bassi o pari a zero (come quelli vissuti in Europa tra il 2014 e il 2022), i rendimenti offerti dai tradizionali conti di risparmio si azzerano, rendendo estremamente difficile la crescita e la protezione del capitale. D'altra parte, contrarre un debito per acquistare un immobile o finanziare un'impresa diventa notevolmente più economico.

Esempio di perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione

Un esempio pratico mostra come l'inflazione svaluti silenziosamente il denaro risparmiato. Immagina di lasciare 1.500 €  su un conto non remunerato con un'inflazione costante al 2% annuo.

Periodo

Potere d’acquisto reale 

Perdita

Oggi

1.500 €

Dopo 5 anni

ca. 1.356 €

ca. 144 €

Dopo 10 anni

ca. 1.226 €

ca. 274 €

Dopo 20 anni

ca. 1.001 €

ca. 499 €

Con un'inflazione al 2%, il valore reale del tuo denaro diminuisce gradualmente. Dopo 20 anni, i tuoi 1.500 €  nominali avranno un potere d'acquisto pari a circa 1.000 € (esempio ipotetico a puro scopo illustrativo).

Come funziona l’inflazione e come si misura in Italia?

In Italia, la misurazione ufficiale dell'inflazione è affidata all'ISTAT, che monitora regolarmente la variazione dei prezzi di un paniere rappresentativo delle abitudini di spesa delle famiglie.

Esistono diversi indicatori specifici:

  • NIC (Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo per l'Intera Collettività): misura l'inflazione a livello dell'intero sistema economico italiano. È l'indicatore principale utilizzato dal governo per valutare le proprie politiche economiche.
  • FOI (Indice dei Prezzi al Consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati): si riferisce ai consumi delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente non agricolo. Viene comunemente utilizzato per adeguare periodicamente valori come gli affitti, gli assegni di mantenimento e il Trattamento di Fine Rapporto (TFR).

  • IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato): è calcolato per garantire una misura dell'inflazione comparabile in modo omogeneo a livello europeo. Viene utilizzato dalla Banca Centrale Europea per monitorare la stabilità dei prezzi nell'Eurozona e orientare la politica monetaria. L'obiettivo della BCE è mantenere l'inflazione IPCA vicina al 2% annuo a medio termine.

Quali sono le principali cause dell’inflazione?

L'aumento del livello generale dei prezzi può essere innescato da diversi squilibri nel sistema economico, suddivisi principalmente in tre categorie:

  • Inflazione da domanda: si verifica quando la richiesta di beni e servizi da parte dei consumatori supera la capacità produttiva del mercato. Questo eccesso di domanda spinge i prezzi verso l'alto.

  • Inflazione da costi (o da offerta): nasce quando le aziende affrontano un aumento dei costi di produzione, come materie prime o energia. Per proteggere i propri margini di profitto, i produttori trasferiscono questi rincari sui prezzi di vendita al consumatore.

  • Inflazione importata: deriva dall'aumento dei prezzi dei beni acquistati dall'estero. Questo può essere causato da tassi di cambio sfavorevoli o dall'aumento dei costi delle materie prime sui mercati internazionali, come spesso accade con i prodotti energetici.

Qual è la differenza tra inflazione e deflazione?

A differenza dell'inflazione, che indica un aumento generale dei prezzi, la deflazione descrive un calo prolungato e generalizzato del livello dei prezzi di beni e servizi. Sebbene prezzi più bassi possano sembrare positivi nel breve termine, una deflazione cronica danneggia gravemente l'economia. Se i prezzi scendono costantemente, i consumatori tendono a rimandare gli acquisti nell'attesa di sconti maggiori. Questa contrazione della domanda frena la produzione: le aziende incassano meno, i salari ristagnano e si innesca il rischio concreto di una recessione economica.

Quali sono le conseguenze dell'inflazione per i risparmiatori e per chi chiede prestiti?

L'inflazione ha impatti opposti a seconda che si stia risparmiando o si sia contratto un debito.

Per i risparmiatori:

  • Erosione del potere d'acquisto: il denaro lasciato fermo su un conto corrente tradizionale si svaluta. Il saldo nominale rimane invariato, ma la quantità reale di beni che si può acquistare diminuisce.

  • La trappola del tasso reale: per non perdere ricchezza, il tasso di interesse offerto da un investimento deve superare l'inflazione. Si calcola il rendimento reale netto, sottraendo dal tasso lordo sia le tasse italiane (26% sui depositi e 0,20% di imposta di bollo) sia l'inflazione corrente.

Per chi chiede prestiti:

  • Vantaggio sui prestiti a tasso fisso: chi ha contratto un mutuo a tasso fisso è matematicamente avvantaggiato. L'importo della rata rimane costante, ma il valore reale di quel debito diminuisce nel tempo a causa della svalutazione della moneta.

  • Svantaggio sui prestiti a tasso variabile: un'inflazione elevata spinge le banche centrali ad alzare i tassi di interesse di riferimento. Di conseguenza, le rate dei mutui a tasso variabile aumentano.

Come proteggere i propri risparmi dall’inflazione?

Per difendere il capitale, la rendita generata dagli investimenti al netto delle imposte e dei costi deve quantomeno eguagliare il tasso di inflazione.

I prodotti di deposito, come i conti deposito vincolati o i conti deposito liberi, offrono una solida soluzione di stabilità. Raisin fornisce l'accesso ai tassi di interesse dell'intero mercato europeo transfrontaliero, permettendo di ottimizzare i rendimenti della propria liquidità o del proprio fondo di emergenza accedendo a condizioni spesso più competitive rispetto a quelle nazionali.

Tutti i fondi depositati tramite le banche partner di Raisin beneficiano della tutela del sistema di garanzia dei depositi legale, che protegge il capitale fino a 100.000 € per depositante e per banca.

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Tasso nominale vs. tasso reale: l'impatto di un conto deposito

Ecco un confronto pratico che mostra la differenza tra lasciare la liquidità ferma e proteggerla attivamente in uno scenario con inflazione al 2%:

Ipotizziamo un capitale di 10.000 € e l’inflazione al 2%. In questo scenario, l'utilizzo di un conto deposito permette di azzerare l'impatto dell'inflazione, preservando il valore reale dei tuoi risparmi.

Metrica

Conto Corrente Tradizionale (tasso 0%)

Conto Deposito Raisin (es. tasso lordo 3%)

Rendimento nominale netto

0%

2,02% (dopo ritenuta 26% e bollo 0,20%)

Crescita netta del capitale

0 € (spesso in perdita per i costi)

+ 202 €

Risultato reale (post-inflazione)

Perdita del 2% di potere d’acquisto

+ 0,02% (il capitale reale viene protetto)

La strategia a scaletta (Laddering) contro l'inflazione

Una tecnica efficace per proteggere i risparmi in periodi di tassi e inflazione fluttuanti è la strategia a scaletta o “laddering”.

  • Il funzionamento: invece di vincolare l'intero capitale in un'unica soluzione, si divide l'importo in più scaglioni con scadenze temporali diverse (ad esempio a 1 anno, 2 anni e 3 anni).

  • Il vantaggio: questa strategia garantisce che una parte del capitale si liberi regolarmente. Ciò permette di reinvestire la liquidità a tassi potenzialmente più alti se l'inflazione (e quindi i tassi di interesse) sale, mitigando il rischio di rimanere bloccati su rendimenti inferiori per lunghi periodi.

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Non lasciare che l'inflazione eroda silenziosamente il valore dei tuoi risparmi. Esplora le opzioni disponibili sulla piattaforma Raisin e valuta le soluzioni per far crescere la tua liquidità con tassi competitivi a livello europeo.

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Risposte ai dubbi più comuni

L'inflazione determina se il tuo patrimonio sta realmente crescendo o se si sta riducendo. Se il rendimento netto della tua liquidità è inferiore al tasso di inflazione corrente, il tuo denaro perde inevitabilmente e costantemente potere d'acquisto reale.

Puoi difendere il tuo capitale massimizzando i rendimenti attraverso conti deposito competitivi, investendo a lungo termine (ad esempio con portafogli diversificati, pur tenendo conto dei rischi di mercato) ed evitando di lasciare troppa liquidità ferma su conti correnti non remunerati.

In Italia, l'inflazione (indice ISTAT NIC) ha registrato picchi anomali dell'8,1% nel 2022 e del 5,7% nel 2023, trainata dalla crisi energetica globale. Per gli anni 2024 e 2025, le proiezioni indicano una forte stabilizzazione intorno al 2,2%, riavvicinandosi all'obiettivo ottimale della BCE.

 

Per mitigare la perdita di valore, molti investitori diversificano il proprio portafoglio allocando risorse in conti deposito vincolati, obbligazioni legate all'inflazione, ETF globali, azioni, immobili o materie prime (come l'oro). Tuttavia, ricorda che gli investimenti sui mercati dei capitali comportano sempre il rischio di fluttuazioni e, in casi estremi, la perdita del capitale investito.

Una recessione è una fase di forte contrazione del ciclo economico. Si verifica tecnicamente quando il Prodotto Interno Lordo (PIL) di un Paese diminuisce per due trimestri consecutivi, accompagnato da un calo generalizzato della domanda, della produzione e spesso dell'occupazione.

Sebbene la BCE stabilisca una politica monetaria comune per l'intera Eurozona, le economie locali presentano differenze strutturali. I divari nei tassi di inflazione dipendono dalla dipendenza energetica del singolo Paese, dalle politiche fiscali e dagli aiuti erogati dai governi nazionali, oltre che dalle specifiche dinamiche contrattuali e salariali.

La spirale salari-prezzi si verifica quando un iniziale aumento del costo della vita spinge i lavoratori a richiedere salari più alti. Per coprire i maggiori costi del personale, le aziende sono costrette ad alzare ulteriormente i prezzi dei loro prodotti o servizi, innescando un ciclo continuo e pericoloso di rincari.

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Tutti i tassi d’interesse indicati sono espressi in termini lordi, al netto delle imposte eventualmente applicabili in base alla normativa fiscale vigente.

Le informazioni riportate hanno finalità promozionale e non costituiscono un’offerta vincolante. Per conoscere in modo completo e dettagliato le condizioni economiche e contrattuali dei singoli prodotti, è necessario fare riferimento ai Fogli informativi e alla documentazione ufficiale messi a disposizione da ciascuna banca.