La differenza tra tasso lordo e netto consiste nel fatto che il lordo rappresenta il rendimento offerto dalla banca prima delle tasse, mentre il netto indica il guadagno reale che otterrai sui tuoi risparmi dopo aver sottratto le imposte.
Quando confronti i conti deposito, le banche promuovono spesso il tasso di interesse lordo annuo. Tuttavia, capire come calcolare il valore effettivo è fondamentale per pianificare la crescita del tuo patrimonio in modo realistico e senza sorprese a fine vincolo.
Il tasso lordo è il rendimento pubblicizzato dalle banche. È uno strumento essenziale come base di confronto tra diverse offerte del mercato, ma non corrisponde in alcun modo al guadagno reale.
Il tasso netto è l'effettivo tasso di crescita dei tuoi risparmi. Viene calcolato dopo aver dedotto con precisione la ritenuta fiscale (26%) e l'imposta di bollo o IVAFE (0,20%).
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Il tasso di interesse lordo è la percentuale di rendimento nominale annuo offerta dalla banca prima che vengano applicate le trattenute fiscali previste dalla legge. Questo valore rappresenta lo standard di mercato. Viene utilizzato dagli istituti di credito come parametro uniforme per permetterti di confrontare rapidamente le diverse offerte. Ricorda che il tasso lordo indica la ricchezza generata in dodici mesi, ma non corrisponde mai al guadagno effettivo che verrà accreditato sul tuo conto.
Il tasso di interesse netto è la percentuale reale di rendimento che riceverai una volta detratte le tasse. In Italia la differenza tra lordo e netto è determinata da due imposte specifiche applicate dallo Stato: la ritenuta fiscale sui rendimenti finanziari e l'imposta di bollo sul capitale depositato. Conoscere il tasso netto ti permette di quantificare il potere d'acquisto reale guadagnato grazie ai tuoi investimenti.
Per calcolare il rendimento netto effettivo di un conto deposito in Italia, dobbiamo applicare la ritenuta fiscale del 26% sugli interessi generati e sottrarre l'imposta di bollo dello 0,20% sul capitale totale. Per calcolare il tasso lordo e netto in modo corretto, puoi applicare questa semplice formula:
Interessi lordi = Capitale x (tasso lordo/100) x (giorni di vincolo/365)
Interessi netti = Interessi lordi sottratta la ritenuta del 26%
Guadagno effettivo = Interessi netti sottratto il bollo dello 0,20%
Ipotizziamo di vincolare 10.000 € per un anno intero a un tasso promozionale del 4% annuo lordo.
In questo scenario il tasso netto effettivo scende al 2,76% annuo.
Come puoi vedere nella tabella qui sotto, il calcolo ti offre la cifra esatta che vedrai accreditata sul conto ridimensionando il rendimento nominale.
Voce | Importo |
Rendimento lordo (4%) | 400 € |
Ritenuta fiscale (26%) | − 104 € |
Imposta di bollo (0,20%) | − 20 € |
Guadagno netto reale | 276 € |
Molti risparmiatori confondono l'imposta di bollo sui conti deposito con quella sui conti correnti. È importante chiarire che si tratta di due imposte diverse. Sul conto corrente l'imposta è fissa ed è pari a 34,20 € all'anno per giacenze medie superiori a 5.000 €. Sul conto deposito l'imposta è invece proporzionale ed equivale allo 0,20% del capitale investito, senza soglie minime. Inoltre alcune banche offrono periodicamente promozioni speciali in cui l'imposta di bollo è a carico dell'istituto di credito. In questi casi il tuo rendimento netto reale aumenta dello 0,20%, poiché non subirai questa trattenuta sul capitale e ti avvicinerai ancora di più al tasso lordo pubblicizzato.
La normativa fiscale italiana prevede regole precise sulle tempistiche e sulle modalità di applicazione delle imposte:
Ritenuta del 26%: viene applicata esclusivamente sugli interessi maturati e trattenuta nel momento esatto in cui questi vengono liquidati dalla banca, solitamente alla scadenza del vincolo o con il pagamento di cedole periodiche.
Imposta di bollo dello 0,20%: si calcola sul saldo presente sul conto alla data di rendicontazione, tipicamente il 31 dicembre o alla chiusura del rapporto. L'importo è proporzionale al periodo effettivo di apertura del conto nell'anno solare.
Per saperne di più, puoi consultare la nostra guida completa sulla tassazione dei conti deposito.
La frequenza con cui ricevi gli interessi modifica le tempistiche della tassazione. Se il tuo conto deposito prevede il pagamento di cedole periodiche, ad esempio mensili o trimestrali, la trattenuta del 26% viene applicata su ogni singola cedola al momento dell'accredito. Se invece hai scelto la liquidazione a scadenza, l'intera somma delle tasse verrà sottratta in un'unica soluzione alla fine del vincolo.
Se apri un conto deposito presso una banca italiana, questa opera come sostituto d'imposta. In altre parole calcola, trattiene e versa le tasse allo Stato al posto tuo. Se invece decidi di sfruttare le offerte delle banche partner europee tramite la piattaforma Raisin, la gestione cambia leggermente ma si mantiene priva di complicazioni.
La garanzia dei depositi: tutti i depositi sono protetti dai sistemi di garanzia nazionali fino a 100.000 € per banca e per depositante, garantendoti gli stessi standard di sicurezza dell'Italia.
La tassazione (IVAFE): sui conti esteri non si applica l'imposta di bollo, bensì l'IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all'Estero). L'aliquota è identica e corrisponde sempre allo 0,20% del capitale.
La dichiarazione dei redditi: le banche estere non possono agire come sostituto d'imposta. Secondo le direttive dell'Agenzia delle Entrate, queste attività patrimoniali estere vanno riportate nel quadro RW. Raisin elimina ogni ostacolo burocratico fornendoti ogni anno un documento fiscale precompilato contenente i dati esatti da ricopiare nel tuo Modello Redditi o 730 in pochi minuti.
I tassi lordi offerti da alcune banche europee sono storicamente più alti della media italiana. Questo differenziale positivo compensa ampiamente il piccolo sforzo di compilazione della dichiarazione, garantendoti un rendimento netto finale superiore.
Molti risparmiatori confrontano i conti deposito con i Titoli di Stato italiani, come i BTP e i BOT. Questi ultimi beneficiano di una tassazione agevolata al 12,50% sui rendimenti, un'aliquota inferiore rispetto al 26% applicato ai depositi bancari.
Tuttavia è fondamentale considerare la semplicità e la trasparenza. Calcolare il vero rendimento netto di un titolo indicizzato all'inflazione, o valutare le oscillazioni di prezzo dei BTP sul mercato secondario, risulta spesso complesso e fuorviante per i non addetti ai lavori. Il conto deposito offre una visibilità cristallina.
Il calcolo del tasso netto è lineare e privo di sorprese o fluttuazioni di mercato, permettendoti di conoscere in anticipo l'esatto importo che entrerà nelle tue tasche.
Caratteristica | Conto Deposito | Titoli di Stato (BTP/BOT) |
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Ritenuta fiscale | 26% | 12,50% |
Imposta di bollo | 0,20% | 0,20% |
Calcolo del rendimento netto | Lineare e noto in anticipo* | Complesso (dipende da inflazione e mercato) |
Protezione dei fondi | Fino a 100.000 € dal sistema di garanzia dei depositi | Legata all'affidabilità dell'ente emittente |
No. Grazie ai trattati contro le doppie imposizioni e alle procedure agevolate di Raisin, pagherai solo le tasse previste dallo Stato italiano. Nel caso dei conti deposito si tratta unicamente della ritenuta del 26% sui rendimenti e dell'IVAFE dello 0,20% sul capitale.
L'imposta di bollo, o l'IVAFE per i conti esteri, si applica in proporzione ai giorni di apertura del conto nell'anno e sulla base del saldo attivo al momento della rendicontazione. Se il conto è vuoto e viene chiuso prima della data di rendicontazione, non è dovuta l'imposta minima, a meno che non vi sia stata movimentazione nel periodo rendicontato.
No. Tutti i conti esteri detenuti da residenti italiani che producono redditi finanziari vanno dichiarati nei quadri finanziari della dichiarazione dei redditi (quadro RW), indipendentemente dalla cointestazione. Raisin fornisce la documentazione precompilata specifica anche per aiutarti a dichiarare correttamente i conti cointestati.
Significa che non devi preoccuparti di nulla dal punto di vista burocratico. La banca calcola l'importo esatto delle tasse sui tuoi rendimenti e lo versa direttamente allo Stato al posto tuo. Gli interessi che vedi accreditati sul conto sono già al netto delle imposte, quindi non dovrai inserirli nella tua dichiarazione dei redditi.
No, si tratta di due imposte diverse. Sul conto corrente l'imposta è un costo fisso di 34,20 € all'anno, che si paga solo se la giacenza media supera i 5.000 €. Sul conto deposito, invece, l'imposta è proporzionale. Corrisponde sempre allo 0,20% del capitale che hai investito, senza alcuna franchigia o limite minimo di importo.
Certamente. Per ottenere rapidamente il valore degli interessi netti, ti basta moltiplicare l'importo degli interessi lordi per 0,74 (poiché il 26% viene trattenuto). Ad esempio, su 400 € di interessi lordi, il calcolo rapido è 400 moltiplicato per 0,74, ovvero 296 € netti. Ricorda che per ottenere il guadagno reale finale, dovrai sottrarre da questa cifra anche l'imposta di bollo calcolata sul capitale depositato.
La trattenuta fiscale del 26% viene applicata nel momento esatto in cui gli interessi ti vengono accreditati. Se il tuo conto deposito prevede il pagamento di cedole periodiche, ad esempio ogni mese, le tasse verranno scalate su ogni singolo versamento. Se invece gli interessi vengono pagati alla scadenza del vincolo, la banca sottrarrà le tasse in un'unica soluzione alla fine del periodo.
L'imposta di bollo, o l'IVAFE per i conti esteri, si applica in proporzione ai giorni di apertura del conto nell'anno e sulla base del saldo attivo al momento della rendicontazione. Se il conto è vuoto e viene chiuso prima della data di rendicontazione, non è dovuta l'imposta minima, a meno che non vi sia stata movimentazione nel periodo rendicontato.
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Tutti i tassi d’interesse indicati sono espressi in termini lordi, al netto delle imposte eventualmente applicabili in base alla normativa fiscale vigente.
Le informazioni riportate hanno finalità promozionale e non costituiscono un’offerta vincolante. Per conoscere in modo completo e dettagliato le condizioni economiche e contrattuali dei singoli prodotti, è necessario fare riferimento ai Fogli informativi e alla documentazione ufficiale messi a disposizione da ciascuna banca.