Se stai valutando come allocare la tua liquidità nel medio e lungo termine e cerchi un modo efficiente per risparmiare, avrai sicuramente sentito parlare dei PIR, piani individuali di risparmio. Introdotti per canalizzare il risparmio privato verso l'economia reale italiana, questi strumenti offrono un appeal straordinario: l'azzeramento delle tasse sui rendimenti.
Tuttavia, dietro la promessa della totale esenzione fiscale si nascondono dinamiche di mercato e di costo che ogni risparmiatore consapevole dovrebbe valutare con attenzione. Scopriamo come funzionano davvero, quali sono i rischi meno evidenti e come si confrontano con soluzioni di tutela del capitale come i conti deposito.
I PIR offrono l'importante vantaggio dell'esenzione totale dalle tasse sui rendimenti (se mantenuti per almeno 5 anni), ma espongono direttamente il tuo capitale alle fisiologiche oscillazioni e cadute dei mercati finanziari.
Scegliendo i piani individuali di risparmio, devi essere consapevole che non vi è alcuna certezza di riavere indietro l'intera somma versata; potresti subire perdite se gli strumenti in cui investi perdono valore nel tempo.
Se cerchi serenità per il tuo patrimonio, un conto deposito vincolato a 5 anni ti assicura un rendimento fisso e predeterminato, con la garanzia della protezione europea dei depositi fino a 100.000 € per banca e per depositante.
I piani individuali di risparmio sono contenitori fiscali all'interno dei quali è possibile inserire diverse tipologie di strumenti finanziari, come azioni, obbligazioni e quote di fondi comuni. Per poter beneficiare delle agevolazioni, tutti i PIR devono rispettare due regole fiscali e temporali comuni:
Il vantaggio fiscale: esenzione totale dall'imposta sulle plusvalenze, evitando l'aliquota standard del 26%, e franchigia totale sulle imposte di successione.
Il vincolo dei 5 anni: per consolidare il diritto al bonus fiscale, i titoli devono essere mantenuti in portafoglio per almeno cinque anni.
La normativa italiana distingue poi due categorie principali di PIR, che si differenziano nettamente per i limiti di investimento e per la tipologia di imprese su cui si concentra il portafoglio:
Per aiutarti a comprendere meglio le caratteristiche e i diversi profili delle due formule, abbiamo riassunto le principali differenze in questa tabella:
Caratteristica | PIR Ordinari | PIR Alternativi |
Destinatari | Risparmiatori retail (grande pubblico) | Investitori con alta tolleranza al rischio |
Limite annuo | Fino a 40.000 € | Fino a 300.000 € |
Limite complessivo | Fino a 200.000 € | Fino a 1.500.000 € |
Focus investimenti | Imprese quotate (PMI esterne al FTSE MIB) | Imprese non quotate, start-up e PMI innovative |
Profilo di rischio | Medio-alto (legato alla volatilità di borsa) | Elevato (legato alla illiquidità del portafoglio) |
Sebbene l'idea di non pagare tasse sui guadagni sia allettante, i PIR non sono prodotti privi di insidie. Chi possiede una conoscenza di base del mercato deve considerare due fattori cruciali prima di investire:
L'esposizione alle PMI e l'alta volatilità: il vincolo di investire nelle medie e piccole imprese italiane significa esporsi a un mercato storicamente caratterizzato da minore liquidità e alta volatilità. Nei periodi di contrazione economica, le PMI possono subire oscillazioni molto più marcate rispetto alle grandi multinazionali. Senza una garanzia del capitale, alla scadenza dei cinque anni potresti ritrovarti con una perdita in conto capitale che nessun risparmio fiscale sarà in grado di compensare.
L'impatto delle commissioni di gestione (il vero costo nascosto): la maggior parte dei risparmiatori sottoscrive i PIR tramite fondi comuni distribuiti dagli sportelli bancari tradizionali. Questi fondi applicano spesso commissioni di gestione annue comprese tra l'1,5% e il 2,5%. Se un fondo ha un costo annuo del 2%, in cinque anni avrai pagato il 10% del tuo capitale in commissioni. In molti scenari di mercato, questo costo finisce per annullare completamente il vantaggio fiscale del 26% sulle plusvalenze generate, rendendo lo strumento meno efficiente di un comune ETF globale a basso costo.
La risposta a questa domanda richiede un'attenta ponderazione tra benefici fiscali e stabilità del portafoglio. Sebbene l'azzeramento delle imposte sul capital gain sia un forte incentivo, la mancanza di protezione del capitale iniziale rende questa soluzione adatta solo a chi tollera ampie oscillazioni di mercato. Se l'orizzonte di cinque anni si scontra con la necessità di mantenere i propri risparmi al sicuro da perdite strutturali, la convenienza di questa formula si riduce notevolmente, spingendo verso soluzioni con rendimenti predeterminati e protetti.
Se il tuo obiettivo primario non è la speculazione sui mercati azionari, ma la crescita costante, pianificabile e protetta del tuo patrimonio, il conto deposito (nella sua variante libera o vincolata) rappresenta la principale alternativa strategica. Sebbene Raisin non distribuisca piani individuali di risparmio, ti consente di accedere in pochi clic alle migliori offerte di conti deposito delle banche partner europee, offrendoti un approccio al risparmio radicalmente diverso per i tuoi investimenti nei PIR:
Costi azzerati: a differenza dei fondi PIR, l'apertura e la gestione di un conto deposito tramite Raisin non prevedono commissioni di gestione. Tutto il rendimento pattuito rimane nelle tue mani.
Rendimento certo e predeterminato: conosci fin dal primo giorno il tasso di interesse associato al tuo vincolo, ad esempio a 5 anni. Non ci sono oscillazioni di borsa o trimestrali aziendali di cui preoccuparsi.
Tutele di livello europeo: i depositi sono protetti fino a 100.000 € dal sistema di garanzia dei depositi, assicurando il rimborso del capitale anche nell'eventualità remota di insolvenza dell'istituto.
Mentre i piani individuali di risparmio azzerano la tassazione a fronte di un rischio di mercato asimmetrico e costi di gestione elevati, il conto deposito applica la ritenuta fiscale standard del 26% e l'imposta di bollo o IVAFE dello 0,20%, ma garantisce l'assenza di oscillazioni e commissioni. Inoltre, alcune banche partner su Raisin scelgono di farsi carico dell'imposta di bollo al posto del cliente.
Per aiutarti a valutare con maggiore chiarezza quale soluzione si adatta meglio alle tue esigenze, abbiamo riassunto le principali differenze in questa tabella comparativa:
Caratteristica | PIR (Piani Individuali di Risparmio) | Conto Deposito Vincolato (es. 5 anni) |
Garanzia del capitale | Assente (rischio di perdita in conto capitale) | Protetto (fino a 100.000 €) |
Costi di gestione | Spesso elevati (da 1,5% a 2,5% annui) | 0% (nessun costo sulla piattaforma Raisin) |
Rendimento | Variabile, incerto e legato al mercato | Fisso, protetto e predeterminato alla firma |
Tassazione sui guadagni | 0% (se mantenuto per almeno 5 anni) | Ritenuta del 26% e imposta di bollo dello 0,20% |
Orizzonte temporale | Vincolato a 5 anni per non perdere i benefici | Flessibile (scelto da te, da pochi mesi a 5 anni) |
Raisin è la piattaforma europea che ti consente di risparmiare accedendo ai conti deposito di solide banche partner con un'unica registrazione a zero spese.
Invece di affrontare complesse pratiche burocratiche o barriere linguistiche con istituti esteri, attraverso la nostra piattaforma puoi gestire i tuoi risparmi in modo centralizzato e trasparente. L'apertura e la gestione del tuo profilo su Raisin sono completamente gratuite e non prevedono commissioni: l'intero rendimento concordato rimane a te.
Puoi selezionare e attivare l'offerta più in linea con i tuoi obiettivi finanziari direttamente dal tuo conto, beneficiando sempre della tutela offerta dal sistema europeo di garanzia dei depositi fino a 100.000 € per banca e per depositante.
La scelta tra queste due soluzioni dipende interamente dai tuoi obiettivi finanziari: conviene investire in PIR se intendi accettare la volatilità del mercato per puntare a rendimenti più alti esentasse, mentre il conto deposito è preferibile se cerchi la protezione del capitale. Una corretta pianificazione finanziaria si basa sulla diversificazione, allocando solo una parte minoritaria nel capitale di rischio e mantenendo la quota nevralgica del patrimonio protetta a rendimento predeterminato.
Sì. Molti risparmiatori scelgono di diversificare il proprio portafoglio. Puoi destinare una parte dei tuoi fondi a un piano individuale di risparmio per puntare alla crescita nel lungo periodo e utilizzare un conto deposito per proteggere la parte principale del tuo patrimonio dalla volatilità.
Disinvestire anticipatamente comporta la perdita dei benefici fiscali nei PIR e la perdita degli interessi maturati nei conti deposito. Nel caso dei PIR, se disinvesti prima dei cinque anni perdi l'agevolazione fiscale e dovrai pagare retroattivamente l'imposta del 26% sulle plusvalenze maturate, maggiorata degli interessi di mora. Nel caso del conto deposito vincolato, l'estinzione anticipata comporta la perdita degli interessi accumulati, ma garantisce la restituzione dell'intero capitale nominale versato originariamente.
I conti deposito aperti all'estero tramite banche partner europee vanno indicati nel quadro RW del Modello Redditi o, in alternativa, nel quadro W del Modello 730. Per rendere l'operazione estremamente semplice, Raisin fornisce gratuitamente ogni anno un report precompilato elaborato da commercialisti italiani partner, contenente le cifre esatte da copiare e incollare nella tua dichiarazione dei redditi.
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Tutti i tassi d’interesse indicati sono espressi in termini lordi, al netto delle imposte eventualmente applicabili in base alla normativa fiscale vigente.
Le informazioni riportate hanno finalità promozionale e non costituiscono un’offerta vincolante. Per conoscere in modo completo e dettagliato le condizioni economiche e contrattuali dei singoli prodotti, è necessario fare riferimento ai Fogli informativi e alla documentazione ufficiale messi a disposizione da ciascuna banca.